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	<title>Missione Kenya &#187; mauroechiara</title>
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	<description>Blog dei missionari Fidei Donum della Diocesi di Padova</description>
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		<title>Lettera di Natale di don Gabriele Pipinato</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Dec 2012 17:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauroechiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[“Questi è mio figlio, il diletto. Ascoltatelo!” Natale 2012 Cari amici, pace! Con una certa emozione, scrivo questa lettera di Natale. E’ la mia ultima dall’Africa, perché tra qualche mese tornerò in Italia da dove sono partito vent’anni fa. Mi &#8230; <a href="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/2012/12/22/lettera-di-natale-di-don-gabriele-pipinato-2/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong><em> </em></strong><strong><em>“Questi </em></strong><strong><em>è mio figlio, </em></strong><strong><em>il diletto. </em></strong><strong><em>Ascoltatelo!”</em></strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: right" align="right">Natale 2012</p>
<p style="text-align: justify" align="right"><span style="text-align: left">Cari amici, </span>pace!</p>
<p style="text-align: justify">Con una certa emozione, scrivo questa lettera di Natale. E’ la mia ultima dall’Africa, perché tra qualche mese tornerò in Italia da dove sono partito vent’anni fa. Mi piacerebbe tanto poter tornare con lo stesso spirito con il quale sono partito allora, ma con più umiltà, per poter imparare nuovamente il linguaggio e la cultura che troverò in Italia.</p>
<p style="text-align: justify">In questi giorni mi  sono riletto il diario che ho scritto negli ultimi anni qui in Kenya per fare memoria del bene che ho vissuto e rivivere la gioia di tante storie e tanti volti che ho amato. Alcune pagine mi hanno molto sorpreso. Questa la scrissi il 28 settembre 1994:</p>
<p style="text-align: justify"><em>“In questa notte di silenzio </em><em>sento il desiderio di avvicinarmi all’essenziale. </em><em>Ne sono attratto come per le mie montagne. </em><em>Però in montagna, dalla cima bellissima di una vetta </em><em>il mio desiderio si sposta alla prossima che già mi attrae. </em><em>Invece essere vicino all&#8217;essenziale </em><em>significa poter salire tutte le montagne del mondo senza andarci. </em><em>Significa lavorare tra i poveri dell’Africa o in un ufficio in Italia </em><em>(o non lavorare affatto perché inchiodati da una malattia) </em><em>ma avendo lo stesso cuore riconciliato.  </em><em>L’essenziale è ben oltre le cose che faccio. </em><em>L’essenziale è essere nella tua santa volontà, mio Dio… </em><em>…e grazie Gesù per questa tenerezza della notte.”</em></p>
<p style="text-align: justify"><em> </em>Scrissi queste poche righe appena arrivato in terra africana. Leggendole ne sono rimasto sconcertato perché quando tornerò a Padova, forse mi sarà chiesto proprio di lavorare in un ufficio e queste mie parole mi inchiodano alla loro verità, anche se temo di non esserne all’altezza.</p>
<p style="text-align: justify">Nel diario ho ritrovato anche il racconto del più bell’incontro della mia vita, quello con Thomas.</p>
<p style="text-align: justify">Un incontro brevissimo, una luce che subito si è spenta perché Thomas è morto qualche giorno dopo la mia visita a casa sua. La storia del Saint Martin e poi quelle del Talitha Kum e dell’Arca sono iniziate da quei brevi momenti vissuti assieme nel febbraio del 1997.</p>
<p style="text-align: justify">E’ proprio a Thomas che vorrei scrivere la mia ultima lettera.</p>
<p style="text-align: justify">Caro Thomas,</p>
<p style="text-align: justify">pace!</p>
<p style="text-align: justify">Torno da te alla fine di questa mia esperienza in Africa, un lungo viaggio iniziato proprio a casa tua. Di quel giorno, ricordo la tua mamma e la sua smania per le benedizioni: tutto doveva ricevere almeno uno schizzo di acqua santa, perfino gli animali del cortile. Facevo così conoscenza delle galline e delle capre di casa tua, ma non mi era consentito conoscere te. Entrai io, senza permesso, nel tugurio privo di luce dove trascorrevi i tuoi giorni. Lì ci incontrammo.</p>
<p style="text-align: justify">Alla tua mamma era stato insegnato che le tue disabilità fisiche e mentali erano il risultato della punizione di un Dio cattivo, per cui tu saresti stato maledetto per sempre, indegno perfino di ricevere una benedizione. Le raccontai di un altro Dio che ti chiama “beato” e non “maledetto”, che ha bisogno dell’amore delle persone più deboli, gli unici che lo capiscono perché pieni della sua stessa Grazia. “Graziati” appunto e non “disgraziati”. Ricordo le lacrime della tua mamma mentre ti battezzavo nel nome di questo Dio, Padre di tenerezza.</p>
<p style="text-align: justify">I cieli cupi della maledizione si aprivano finalmente alla luce della speranza e al canto di una parola partita dal fiume Giordano duemila anni fa: <em>“Questi è mio figlio, il diletto. Ascoltatelo!”</em></p>
<p style="text-align: justify">Per Dio tu eri il suo figlio prediletto, ma chi eri per noi? E come ascoltarti?</p>
<p style="text-align: justify">Tornai a farti visita con i primi volontari per sederci vicino a te e ascoltare il tuo silenzio che è la scuola più alta che esiste al mondo: una scuola che riesce a tirare fuori il meglio dal cuore di ognuno.</p>
<p style="text-align: justify">E’ a questa scuola che abbiamo imparato a prenderci cura delle tante persone con disabilità, ferite non tanto dal loro handicap quanto dall’isolamento nel quale erano state recluse. Poi, abbiamo imparato anche a prenderci cura di altre disabilità, quelle che non si vedono perché si nascondono nei cuori feriti. Un vero cammino di liberazione. Per tutti.</p>
<p style="text-align: justify">Vera liberazione è stata anche per Alan. E’ stato abbandonato quando aveva solo sei anni forse a causa delle sue disabilità. La polizia lo ha messo in carcere, in attesa di trovargli un posto migliore, ma se ne sono dimenticati e Alan è rimasto dietro le sbarre per 14 anni, subendo le peggiori angherie. Adesso ne è uscito per venire a vivere con noi e lentamente si sta aprendo ad una vita nuova.</p>
<p style="text-align: justify">Non è facile vivere con lui, perché ha una personalità scontrosa e non sa ascoltare. Se poi si tratta di ascoltare le mie prediche, non se ne parla proprio: se gli dico che lui non è solo al mondo perché Gesù è suo fratello, Alan mi manda a quel paese perché vuole me come fratello.</p>
<p style="text-align: justify">Quando predico dall’altare: “Dio ti vuole bene”, lui non mi capisce, ma se mi siedo al suo fianco e gli dico: “Io ti voglio bene”, allora capisce benissimo e vedo che ne è felice.</p>
<p style="text-align: justify">Ecco Thomas, dopo vent’anni d’Africa non ho altro da dirti: sono felice di vivere con Alan e gli voglio bene. Lui ha preso il tuo posto nella mia vita e ti ringrazia di cuore.</p>
<p style="text-align: justify">Ti ringrazio anch’io: il nostro incontro è stato il più grande sacramento che ho ricevuto.</p>
<p style="text-align: justify">Venire a casa tua, il più bel pellegrinaggio.</p>
<p style="text-align: justify">Come a Betlemme ne è nato un amore.</p>
<p style="text-align: justify">Una vera grazia!</p>
<p style="text-align: justify">Quando sono arrivato in Africa ero convinto che vera grazia fosse il povero. Ora so che non è così.</p>
<p style="text-align: justify">Quel tugurio abitato dalla tua solitudine era solo angoscia: grazia è stato il nostro incontrarci.</p>
<p style="text-align: justify">L’abbandono di Alan in quel carcere era solo sofferenza: grazia è stato il nostro vivere insieme.</p>
<p style="text-align: justify">Perfino la grotta di Betlemme era solo miseria: non c’è nessuna grazia nemmeno in un Dio bambino, se non c’è una mamma che lo accoglie tra le sue braccia, se lo mangia di baci e sussurra al suo piccolo cuore parole piene di grazia: “Io ti voglio bene”.</p>
<p style="text-align: right">Buon Natale, fr. Gabriele</p>
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		<title>COME PUÒ&#8217; UN POVERO ARRICCHIRCI?</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2012 09:59:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauroechiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Testimonianza del gruppo &#8220;Viaggiare per Condividere&#8221; in Kenya ad agosto 2012 &#8220;COME PUÒ&#8217; UN POVERO ARRICCHIRCI?&#8221; Questa è una delle tante domande che ci siamo posti durante questa esperienza insieme; e poi ancora: &#8220;CHI E&#8217; IL VERO POVERO?&#8221;. In Kenya &#8230; <a href="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/2012/11/17/come-puo-un-povero-arricchirci/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>Testimonianza del gruppo <em>&#8220;Viaggiare per Condividere&#8221;</em> in Kenya ad agosto 2012 </strong></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;COME PUÒ&#8217; UN POVERO ARRICCHIRCI?&#8221; Questa è una delle tante domande che ci siamo posti durante questa esperienza insieme; e poi ancora: &#8220;CHI E&#8217; IL VERO POVERO?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">In Kenya abbiamo incontrato moltissime persone; la maggior parte di loro non ha acqua per i bisogni quotidiani, né energia elettrica, spesso vivono in baracche di legno o fango, il cibo quotidiano non è sempre assicurato, l&#8217;educazione dei&#8217;figli e le cure mediche sono spese, a volte, insostenibili!!!! Sono loro i poveri????</p>
<p>No!!!!…..le persone con le quali abbiamo condiviso molti momenti insieme, non hanno sicuramente le nostre &#8220;sicurezze materiali&#8221;, ma hanno un grande dono: LA RICCHEZZA DEL CUORE! Sono consapevoli di avere bisogno gli uni degli altri, sanno aiutarsi a vicenda condividendo, ogni giorno, ciò&#8217; che il Signore ha donato loro; si sostengono nei momenti difficili, nel dolore ma anche nelle gioie!!! &#8220;FARE COMUNITÀ&#8217;&#8221; non e&#8217; un obiettivo.. ..li, in Kenya, è uno stile di vita! ! ! E ancora&#8230;.sanno riconoscere nei-disadattati, nei vulnerabili, nei disabili e nei malati, il volto di Gesù&#8217; e, grazie a questa grande apertura di cuore, riescono ad amarsi incondizionatamente, perché TUTTI FIGLI DI UN UNICO PADRE, quel Padre che è NOSTRO, di tutta l&#8217;umanità, che non ci lascia mai soli ed è sempre al nostro fianco nell&#8217;affrontare la vita e le difficoltà che incontriamo!</p>
<p style="text-align: justify">I &#8220;poveri&#8221; siamo noi ! ! Che siamo chiusi e ben protetti dalle mura delle nostre case, noi che non abbiamo tempo per le relazioni umane, che abbiamo tutto e ancora ci lamentiamo, noi che viviamo nella frenesia e non troviamo mai tempo per ascoltare il prossimo, che viviamo di corsa e non ci fermiamo mai ad assaporare un tramonto, a godere del sorriso di un bambino, a sentire la pioggia che cade&#8230;..</p>
<p style="text-align: justify">Siamo noi i poveri del mondo.. &#8230;e abbiamo bisogno di &#8220;quei poveri&#8221; che abbiamo incontrato in Kenya! Grazie a queste persone le riflessioni sono state tante: e&#8217; sempre tempo per amare, per perdonare e accogliere, per ringraziare e condividere, per tessere relazioni&#8230; ..perché non possiamo continuare a vivere nella presunzione di bastare a noi stessi, di farcela sempre da soli! ! ! ! Non e&#8217; questo che Dio vuole da noi&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify">IL SEGRETO DELLA FELICITA&#8217; E&#8217; &#8220;AMARE L&#8217;ALTRO&#8221;, PERCHE&#8217; E&#8217; UN FRATELLO, PERCHE&#8217; E&#8217; ATTRAVERSO L&#8217;AMORE CHE DIO CI PARLA!!!!</p>
<div>zp8497586rq</div>
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		<title>Tabor Hill Spiritual Centre</title>
		<link>http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/2012/07/06/tabor-hill-spiritual-centre/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 06:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauroechiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Un bel video (realizzato da Luca Ramigni e Marco Zuin) che presenta la realta&#8217; del Tabor Hill: https://www.dropbox.com/s/x65wau2vt85pexs/TABORHILL-master.mp4]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un bel video (realizzato da Luca Ramigni e Marco Zuin) che presenta la realta&#8217; del Tabor Hill:</p>
<p><a href="https://www.dropbox.com/s/x65wau2vt85pexs/TABORHILL-master.mp4" rel="nofollow" target="_blank"><span style="color: #1155cc">https://www.dropbox.com/s/x65wau2vt85pexs/TABORHILL-master.mp4</span></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sostegno mirato alle missioni diocesane</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 13:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauroechiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Watch video: How To Write A College Essay I progetti segnalati dai fidei donum interpellano la nostra solidarieta La Quaresima di fraternita, con la sua raccolta di offerte per i progetti dei missionari diocesani nel mondo, anche quest’anno vuole raggiungere &#8230; <a href="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/2012/05/08/sostegno-mirato-alle-missioni-diocesane/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Watch video: <a href="http://www.dailymotion.com/video/x2arsl6_how-to-write-a-college-essay_school/">How To Write A College Essay</a></div>
<p><strong>I progetti segnalati dai <em>fidei donum </em>interpellano la nostra solidarieta </strong></p>
<p><strong><a href="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/DSC_12921.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-259" src="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/DSC_12921-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>La Quaresima di fraternita</strong>, con la sua raccolta di offerte per i progetti dei missionari diocesani nel mondo, anche quest’anno vuole raggiungere in maniera mirata popolazioni in situazioni di difficolta e di svantaggio.</p>
<p style="text-align: justify">In Kenya si arricchisce la progettualita e i nostri missionari, in cooperazione con la chiesa di Nyahururu, si adoperano in nuovi percorsi e verso mete rinnovate: «Siamo stati guidati dallo Spirito su strade nuove – spiegano – chiamati a una pastorale che arrivasse a sviluppare e approfondire gli impegni gia iniziati nelle parrocchie, a sostenere la carita nella formazione (Tabor Hill), nella salute (North Kinangop), nel sociale (Saint Martin)».</p>
<ul>
<li>Il centro Tabor Hill, la pastorale giovanile diocesana e la fraternita di Taize organizzano un ritiro spirituale di quattro giorni per una settantina di giovani (richiesti alla nostra solidarieta 4 mila euro);</li>
<li>per i 1.300 volontari del Saint Martin viene organizzato un cammino formativo e pedagogico per aumentare la capacita di coinvolgimento della comunita nell’incontro con i piu poveri (richiesti alla nostra solidarieta 10 mila euro);</li>
<li>per preparare il materiale delle attivita catechistiche (due anni di preparazione al battesimo), compost da borsa, quaderno, testo di catechism fotocopiato, penna e matita, la comunita ha bisogno di 6 euro per ogni kit: sono richiesti alla nostra solidarieta 6 mila euro;</li>
<li>occorre rifare le tubature e cambiare la pompa al pozzo della parrocchia di Mochongoi, e costruire una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana (richiesti alla nostra solidarieta 5 mila euro);</li>
<li>e necessario un generatore elettrico per le attrezzature e il funzionamento dell’ospedale di North Kinangop, che accoglie circa 7500 ricoverati e 60 mila visitati ogni anno: sono richiesti alla nostra solidarieta 15 mila euro.</li>
</ul>
<p>Difesa del Popolo del 26/02/2012</p>
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		</item>
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		<title>Auguri di Buona S. Pasqua</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 09:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauroechiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Tanti auguri di Buona Pasqua&#8230; un abbraccio fraterno, in compagnia di Gesù. don Raffaele e tutti noi dal Kenya ( la foto: altare-tabernacolo della comunita Arche-Kenya, Effatha, Nyahururu )]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff6600;font-family: Comic Sans MS;font-size: medium"><a href="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/3FDD.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-299" src="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/3FDD-300x199.jpg" alt="" width="625" height="414" /></a></span></p>
<div></div>
<p><span style="color: #ff6600">Tanti auguri di Buona Pasqua&#8230; un abbraccio fraterno, in </span>compagnia di Gesù.</p>
<p><span style="color: #ff6600">don Raffaele e tutti noi dal Kenya</span></p>
<p><span style="color: #ff6600"><br />
</span></p>
<p><em>( la foto: altare-tabernacolo della </em>comunita Arche-Kenya, Effatha, Nyahururu )</p>
<div></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Karibu na Keziah! Vicini a Keziah!</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 09:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauroechiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Keziah è una bambina di 8 anni. Vive in Kenya, Kinamba, località Mwenje e frequenta la classe quarta della scuola primaria. Abbiamo conosciuto Keziah un anno fa, poco dopo che i medici le avevano diagnosticato un Anemia Aplastica, una grave &#8230; <a href="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/2012/04/07/karibu-na-keziah-vicini-a-keziah-2/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/Immagine.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-321" src="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/Immagine-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Keziah è una bambina di 8</p>
<div>anni. Vive in Kenya, Kinamba, località Mwenje e frequenta la classe quarta della scuola primaria. Abbiamo conosciuto Keziah un anno fa, poco dopo che i medici le avevano diagnosticato un Anemia Aplastica, una grave forma di leucemia. I genitori sono molto preoccupati perché una sorellina di Keziah: Wanjiku, e’ gia’ morta qualche anno fa per la stessa malattia. Dopo aver percorso tutte le strade possibili, ai genitori di Keziah è stato detto che la cura è molto lunga e complessa e prevede: il trapianto di midollo osseo, chemioterapia, radioterapia e sei mesi di sorveglianza post trattamento. Si tratta di un intervento molto costoso, che non può essere effettuato in Kenya. Il dono di aver conosciuto Keziah si è quindi trasformato per noi in RESPONSABILITA’!<br />
Nonostante le difficoltà, sembra che il SOGNO di ridonare la speranza e la gioia a Keziah e alla sua famiglia sia possibile attraverso il reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale di Padova. Il primo passo, gia’ concluso, è stato verificare la compatibilità dei famigliari, esame che però ha dato un esito negativo. (Costato 2500 Euro). Il passo successivo sarà quindi la ricerca di un altro donatore e l’intervento stesso. (Il preventivo fatto dall’ospedale di Padova è di 110.044 Euro.) A questo verranno poi aggiunte le spese per i viaggi e l’ospitalità in Italia di Keziah e la mamma.<br />
Perché questa SPERANZA non resti solo un sogno per Keziah e i suoi genitori, chiediamo a te e ai tuoi amici di aiutarci a farlo diventare REALTA’!</div>
<p style="text-align: justify">Grazie al coinvolgimento dell’Associazione ONLUS “Famiglie Insieme” di Breganze (VI) presso la quale sarà aperto un conto bancario specifico con questa intenzione, e di alcune comunita’ Parrocchiali venute a conoscenza del problema di Keziah, si sta gia’ mettendo in moto una catena di solidarieta’ che ci riempie di fiducia.</p>
<p style="text-align: justify">Siamo anche convinti che la trasparenza sia un valore a cui non possiamo rinunciare per cui ti invitiamo a visitare il blog che a breve sarà attivo e che verra’ costantemente aggiornato sull’andamento della raccolta e sugli sviluppi dell’intervento.</p>
<p style="text-align: justify">Karibu na Kezia, in kiswahili significa vicini a Kezia, ma anche benvenuti. Benvenuti in questo viaggio, benvenuti in questa speranza&#8230; benvenuti!</p>
<p style="text-align: justify">Buona Pasqua, allora… “non cercate tra i morti colui che è Risorto”…e siate segni della sua speranza!</p>
<div>don Mariano dal Ponte e don Sandro Ferretto</div>
<div></div>
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		<title>Il suo motto: “Amatevi come io vi ho amato”</title>
		<link>http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/2012/03/29/il-suo-motto-amatevi-come-io-vi-ho-amato/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 05:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauroechiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[È ormai da settimane che a Nyahururu si sta lavorando alacremente – in prima fila i missionari fidei donum padovani, coordinati da don Raffaele Coccato – per preparare al meglio la celebrazione di ordinazione a nuovo vescovo di mons. Joseph &#8230; <a href="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/2012/03/29/il-suo-motto-amatevi-come-io-vi-ho-amato/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/P1080990.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-281" src="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/P1080990-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>È ormai da settimane che a Nyahururu si sta lavorando alacremente – in prima fila i missionari fidei donum padovani, coordinati da don Raffaele Coccato – per preparare al meglio la celebrazione di ordinazione a nuovo vescovo di mons. Joseph Mbatia. Sabato 24 marzo la grande spianata dietro la cattedrale accoglie migliaia di fedeli, provenienti da villaggi e paesi della diocesi africana, che desiderano partecipare al rito. Come rappresentante della diocesi di Padova è presente don Valentino Sguotti, direttore dell’ufficio missionario, assieme a un gruppo di preti diocesani già fidei donum in Africa.</p>
<p style="text-align: justify">Domenica 25 marzo il vescovo Mbatia dà l’inizio del suo mandato a Nyahururu nella sua prima messa pontificale in cattedrale. Per l’occasione ha invitato mons. Luigi Paiaro a presiedere con lui la celebrazione. «Ricorderò così – racconta il vescovo padovano – i nove anni dalla mia ordinazione».</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/P1080943.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-282" src="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/P1080943-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Mons. Joseph Mbatia ha scelto come motto episcopale “Amatevi come io vi ho amato”. «È bellissimo e gliel’ho detto – aggiunge mons. Paiaro – Abbiamo scritto alla diocesi di Padova che dal primo motto “Carità e fede” del vescovo che si ritira, il sottoscritto, si procede con l’amore vicendevole: raggiungerlo è possibile sotto la guida del nuovo vescovo. È quello che auguro a questa bellissima chiesa di Nyahururu, dove la fede è stata “piantata” dai fidei donum della diocesi di Padova che la amano perché la sentono anche loro».</p>
<p style="text-align: justify">Ma chi è il nuovo vescovo di Nyahururu? Joseph Ndembu Mbatia è nato il 10 maggio 1961 nel villaggio di Itabua nel distretto dell’Embu. È entrato nel seminario maggiore Saint Augustine (diocesi di Bungoma) per gli studi filosofici nel 1982 e nel seminario maggiore Saint Thomas Aquinas (diocesi di Nairobi) per gli studi teologici nel 1984, fino al 1987. Nel contempo ha conseguito un certificato in studi superiori di religione all’università di Nairobi. È stato ordinato sacerdote il 18 febbraio 1989 nella diocesi di Nyeri.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/P1080983.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-283" src="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/P1080983-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Mons. Mbatia ha svolto il suo servizio sacerdotale in vari luoghi e con diverse responsabilità: come diacono nei mesi di ottobre-novembre 1988 nella residenza del vescovo di Nyeri e nella parrocchia di Njabini fino ad aprile 1989. Fino a febbraio 1990 è stato il cappellano dell’ospedale diocesano di Nyeri, Consolata hospital Mathari, e vice parroco nella stessa parrocchia del Mathari. Sempre nel ’90 è stato vice parroco a Ngandu, e poi parroco prima di Kahirainie e in seguito di Mweiga fino al 2001. Da marzo 2001 a febbraio 2004 è stato parroco di Ndunyo Njeru-Kinangop e poi a Mutanga fino al 2007, entrambe località dell’attuale diocesi di Nyahururu. Dal 2007 al 2009 ha conseguito la licenza in teologia pastorale all’università cattolica dell’East Africa a Nairobi. Infine è stato parroco di Manunga dal 2009 fino alla sua nomina a vescovo di Nyahururu, di cui è stato dato l’annuncio il 24 dicembre 2011. Nella diocesi di Nyahururu ha ricoperto il ruolo di amministratore dal 2003 al 2004 e di vicario generale fino a dicembre 2011.</p>
<div>La Difesa del popolo di Domenica 25 Marzo 2012</div>
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		<title>Con i Piedi per terra 2012 &#8211; Kenya</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 11:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauroechiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Simona Atzorimette i piedi per la seconda volta in Kenya. Fondazione Fontana, seguendo i suoi passi, propone la realtà del St. Martin di Nyahururu e il suo motto “Only Through Community”. Il video-diario CON I PIEDI PER TERRA, on line &#8230; <a href="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/2012/02/04/con-i-piedi-per-terra-2012-kenya/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong><a href="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/simona.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-252" src="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/simona.jpg" alt="" width="545" height="273" /></a>Simona Atzori</strong>mette i piedi per la seconda volta in Kenya. Fondazione Fontana, seguendo i suoi passi, propone la realtà del St. Martin di Nyahururu e il suo motto <strong>“Only Through Community”.</strong></p>
<div>Il video-diario <a href="http://www.fondazionefontana.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=156:simona-atzori-con-i-piedi-per-terra&amp;catid=41:pagine&amp;Itemid=265">CON I PIEDI PER TERRA</a>, on line
<div><a href="http://www.tombraidernet.com/desi/meilleur-site-pour-cialis-en-ligne">http://www.tombraidernet.com/desi/meilleur-site-pour-cialis-en-ligne</a> &#8211; <a href="http://www.ligne-et-beaute.net/lexa/duree-effet-cialis-20mg.php">http://www.ligne-et-beaute.net/lexa/duree-effet-cialis-20mg.php</a> &#8211; <a href="http://infos.orchidali.com/cast/internet/acheter-un-viagra/">acheter un viagra</a> &#8211; <a href="http://infos.orchidali.com/cast/moins/effet-secondaire-cialis-20-mg/">http://infos.orchidali.com/cast/moins/effet-secondaire-cialis-20-mg/</a> &#8211; <a href="http://www.webasaph.com/mater/description-du-cialis/">description du cialis</a> &#8211; <a href="http://www.evadesens.com/zx/quest-ce-que-du-kamagra">qu&#8217;est ce que du kamagra</a> &#8211; <a href="http://www.kikiofparis.com/zimk/mode-demploi-du-viagra/">mode d&#8217;emploi du viagra</a> &#8211; <a href="http://www.prioulmultiservice.com/map/2014/04/02/viagra-trouble-psychologique">http://www.prioulmultiservice.com/map/2014/04/02/viagra-trouble-psychologique</a> &#8211; <a href="http://trailpegase.fr/ligne/ou-trouver-du-viagra-a-lyon">ou trouver du viagra a lyon</a> &#8211; <a href="http://www.ligne-et-beaute.net/lexa/viagra-et-consequences.php">viagra et consequences</a> &#8211; <a href="http://www.tombraidernet.com/desi/prix-des-comprimes-cialis">prix des comprimes cialis</a> &#8211; <a href="http://trailpegase.fr/effets/achat-cialis-livraison-rapide">ou trouver du viagra en vente libre</a> &#8211; <a href="http://www.kikiofparis.com/zimk/le-viagra-est-il-rembourser/">www.kikiofparis.com le viagra est il rembourser</a></div>
<p>  ogni giorno a partire dal 27 gennaio fino al 4 febbraio: sarà l’occasione per mostrare un’esperienza africana che ha nella relazione e nel coinvolgimento la metodologia lavorativa privilegiata. Al St. martin le fragilità possono diventare un catalizzatore di energie positive per far emergere l’enorme potenziale presente in ciascuna comunità.</p></div>
<div></div>
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		<title>Auguri di Natale di don Raffaele Coccato</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 09:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauroechiara</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/DBA7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-243" src="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/files/DBA7.jpg" alt="" width="919" height="690" /></a></p>
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<div></div>
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		<title>Lettera di Natale di don Gabriele Pipinato</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 07:51:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauroechiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Gratuitamente avete ricevuto gratuitamente date.” Natale 2011 Cari Amici, Pace! Sono felice di raggiungervi a Natale con queste righe che vi dono come si fa tra amici: gratuitamente. In realtà, so poco della gratuità ma la incontro tutti i giorni &#8230; <a href="http://missionekenya.blog.diocesipadova.it/2011/12/23/lettera-di-natale-di-don-gabriele-pipinato/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong><em>“Gratuitamente</em></strong></p>
<p style="text-align: center"><strong><em>avete ricevuto</em></strong></p>
<p style="text-align: center"><strong><em> gratuitamente date.”</em></strong></p>
<p style="text-align: justify">Natale 2011</p>
<p style="text-align: justify">Cari Amici,</p>
<p style="text-align: justify">Pace!</p>
<p style="text-align: justify">Sono felice di raggiungervi a Natale con queste righe che vi dono come si fa tra amici: gratuitamente. In realtà, so poco della gratuità ma la incontro tutti i giorni nelle donne d’Africa, mamme instancabili che attingono la loro forza da sorgenti a me inaccessibili.</p>
<p style="text-align: justify">Per grazia, le mie notti oscure e senza gratuità sono abitate da angeli che mi ricordano la bellezza della luce. Janet è stato il mio angelo un giorno: dovevo rivedere il libro sul vangelo che scriviamo ogni anno comunitariamente ed ero molto in ritardo. Ero quindi fuggito dalla confusione del mio ufficio per poter lavorare in pace a casa mia, nella comunità di Effatha. Per non perdermi in lunghi saluti, sono sgattaiolato nella mia stanza passando dal retro, ma guarda caso, mi sono trovato davanti Kababa che ha voluto accompagnarmi in stanza e aggiornarmi sulle ultime novità con le uniche tre parole che sa mettere in fila.</p>
<p style="text-align: justify">Cercavo di convincerlo di ritornare al suo lavoro, ma non c’era verso.</p>
<p style="text-align: justify">Decisi allora di accompagnarlo al laboratorio dove ho dovuto salutare tutti e, si sa, le persone con disabilità mentali non hanno fretta e hanno sempre qualcosa da raccontare. Insomma, una buona mezz’ora se n’era già andata.</p>
<p style="text-align: justify">Finalmente potevo tornare al mio lavoro, ma non molto tempo dopo, ecco ricomparire Kababa con Michael che era arrivato in ritardo. Michael fa fatica a parlare, ma aveva tante cose da raccontarmi. Lo assecondai fingendomi paziente ed interessato.</p>
<p style="text-align: justify">Infine li riaccompagnai al laboratorio e dissi a Janet, la responsabile, che avevo già perso troppo tempo e che evitasse in tutti i modi che io fossi disturbato nuovamente.</p>
<p style="text-align: justify">Quella sera, dopo cena, Janet mi chiese se avevo finito il libro e se scrivevo anche di loro.</p>
<p style="text-align: justify">Risposi che avevo finito e la assicurai che alcune pagine parlavano della nostra comunità.</p>
<p style="text-align: justify">Fu allora che Janet divenne il mio angelo e mi disse: “Caro Gabriele, la prossima volta scrivi qualche pagina in meno su di noi e rimani qualche ora in più con noi”.</p>
<p style="text-align: justify">Una bella botta, non c’è che dire. E certamente ne avevo bisogno.</p>
<p style="text-align: justify">Mi rendo conto di non essere stato educato alla gratuità delle relazioni, ma piuttosto ad una generosità efficiente e a rispondere ai bisogni dei poveri facendo delle cose per loro.</p>
<p style="text-align: justify">So bene che la generosità e l’efficienza sono necessari, tuttavia sono solo il primo passo di un cammino che conduce ad un amore fatto di presenza. Oso dire di più: di comunione.</p>
<p style="text-align: justify">Ai piedi della croce Maria non è affatto generosa.</p>
<p style="text-align: justify">È la “stabat mater” che non può far più nulla per suo figlio se non rimanere al suo fianco.</p>
<p style="text-align: justify">Vive una comunione profonda con Gesù; ha fiducia in lui quando nessuno gli crede più; sa amarlo quando tutti lo rifiutano; attende di accoglierlo tra le sue braccia ai piedi della croce come lo accolse tra le sue braccia a Betlemme. Nella debolezza del suo Gesù lei è presente.</p>
<p style="text-align: justify">In questi giorni, abbiamo accolto nel centro del St. Rose due sorelline, Mary di nove anni e Lucy di tre. La loro mamma era una donna povera di mente e di cuore che non ha saputo prendersi cura delle sue bambine. Ultimamente era stata incriminata per furto e nonostante fosse incinta,
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<p>  i suoi carcerieri hanno abusato di lei e poi l’hanno ammazzata di botte.</p>
<p style="text-align: justify">L’unico rifugio per queste sorelline sarebbe stata la nonna che però le ha rifiutate, considerandole l’origine di tutti i problemi di sua figlia. Quindi il giudice le ha affidate a noi.</p>
<p style="text-align: justify">Sono state accolte con grande gioia dalle altre bambine del St. Rose e dopo pochi giorni Mary e Lucy hanno ritrovato il sorriso. Queste due sorelle hanno certamente bisogno di un piatto caldo, una casa accogliente e un vestito decente, tutte cose che non hanno mai avuto, tuttavia quello che davvero manca alla loro vita non è qualcosa ma qualcuno.</p>
<p style="text-align: justify">Qualcuno che le accolga con gioia e le sappia ascoltare. Che capisca l’angoscia del loro pianto e con pazienza restituisca loro fiducia. Che voglia vivere con loro e offrire quell’amore che non hanno mai conosciuto.</p>
<p style="text-align: justify">Abbiamo cercato e trovato una famiglia che è disposta ad accoglierle nella loro casa.</p>
<p style="text-align: justify">Un’altra Betlemme dove Gesù può essere amato.</p>
<p style="text-align: justify">Un’altra mamma che ha detto si.</p>
<p style="text-align: justify">Un altro papà disposto a sacrificarsi per amore di figli non suoi.</p>
<p style="text-align: justify">Una Betlemme vicina alla mia vita, dove la stella può finalmente fermarsi e dove posso vedere e toccare il Natale: perché io ho bisogno di vedere l’amore e di toccare Dio, come i pastori che si sono spupazzati il bambino Gesù rubandoselo dalle braccia gli uni dagli altri. Così anch&#8217;io, la notte di Natale, me ne starò in silenzio a contemplare il mistero della debolezza di Gesù, di Mary e di Lucy e il mistero d’amore di chi li ha accolti.</p>
<p style="text-align: justify">Come i pastori che raccontarono del bambino e della sua mamma ad altri pastori, proverò anch’io a raccontare di due bambine e della loro mamma ai ragazzi di strada nella notte di Natale e ai miei amici del carcere il mattino seguente. Poi rimarrò in silenzio a sognare la gratuità di questo Dio bambino, che è così povero da avere bisogno dell’amore dei miei amici di strada e del carcere e desidera vivere in comunione con loro.</p>
<p style="text-align: justify">Un Dio bambino e semplice come Kababa, che è il mio angelo di questo Natale. Ho bisogno di lui e delle uniche tre parole che sa mettere in fila: “Fai qualche cosa in meno per me e rimani un po’ di più con me.”</p>
<p style="text-align: justify">Buon Natale, fr. Gabriele</p>
<div></div>
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